Concerto di Franco Todde

Gioite al canto mio. Il potere incantatorio della parola in musica

Franco Todde, chitarrista e tenore


Il silenzio è all’origine, e ciò che è all’origine è nel cuore e nell’osso della poesia. Il verso del poeta è modulato sul silenzio, similmente all’opera compositiva ed esecutiva del musicista. Ma il silenzio ha senso, per il poeta, in quanto è all’origine e in quanto è origine di qualcosa che accade, prende forma, si muove, agisce, vive, confligge, resiste. Il verso nasce dal silenzio, quel silenzio che si muove dall’origine verso il suono: il primo tocco alla corda apre una nuova scena, l’uomo entra in azione. Sto parlando della poesia lirica, mossa dal suono della cetra che chiama la voce del poeta: umana, – poiché egli è indubitabilmente un uomo, vulnerabile e mortale – ma anche transumana, perché con la sua voce il poeta comunica realtà che trascendono la pura vita terrena.

di Roberto Mussapi
Da: Luoghi dell’Infinito, Mensile di itinerari, arte e cultura del quotidiano Avvenire.


Programma

Jacopo Peri (1561-1633)
Gioite al canto mio da Euridice (scena V)

Luys Milan (XVI secolo)
Pavana e Soneto da El Maestro
Versi: Francesco Petrarca (1304-1374)

John Dowland (1562-1626)
The Frog Galliard
The First Booke of Songs or Ayres
Come again: Sweet love doth now invite

Joan Ambrosio Dalza (seconda metà del XV sec.-1508)
Saltarello

Michael Maier (1568-1622)
Fuga XVL da Atalanta fugiens

Giulio Cesare Barbetta (XVI secolo)
Moresca detta le canarie

Claudio Monteverdi (1567-1643)
Scherzi Musicali
Ecco di dolci raggi e Io ch’armato sin hor

Fernando Sor (1778-1839)
Minuetti Op. 25 e 32

Mauro Giuliani (1781-1829)
Lied Op. 89 Abschied
Versi: Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832)
Arietta Op. 95 Le dimore amor non ama
Versi: Pietro Metastasio (1698-1782)

Daniel Fortea (1882-1953)
Malageñas

Federico Garcia Lorca (1898-1936)
Las morillas de Jaen Canción popular del siglo XV

Francisco Tarrega (1852-1909)
Adelita (mazurka)

Francesco Poalo Tosti (1846-1916)
‘A vucchella Arietta di Posillipo
Versi: Gabriele D’Annunzio (1863-1938)


Modalità di partecipazione

Ingresso libero, previa prenotazione, scrivendo a concerti@vivariumnovum.net (entro e non oltre le ore 16 di venerdì 27 marzo 2026).


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