Recital clavicembalistico di Vania Dal Maso
Ad ogni modo, la sua natura
I dodici modi della musica rinascimentale
Recital clavicembalistico di Vania Dal Maso

Programma
Primo modo: è misto con l’allegrezza e con la gravità.
Manoscritto di Alamanne de Layolle (1575-1600)
Nasce la pena mia (dal madrigale di Alessandro Striggio, 1560)
Secondo modo trasportato: atto a i componimenti di pianto, di mestitia.
Antonio Valente (sec. XVI), Intavolatura de cimbalo, Napoli 1576
Sortemeplus de Filippo de Monte con alcuni fioretti, Sortemeplus disminuita (dalla chanson di Philippus de Monte, 1575)
Terzo modo: atto al pianto.
Luis de Narváez (ca. 1500 - dopo il 1550), Los seys libros del Delphín de musica, Valladolid 1538
*Mille regres. La cancion del Emperador de Jusquin.
Pierre Phalèse (ca. 1510 – ca. 1573), Hortus Musarum, Lovanio 1552
Mille regrez* (dalla chanson di Josquin Despres, 1533)
Quarto modo: atto ad ogni sorte di parole che sentin il grave.
Antonio de Cabeçon (1510-1566), Obras de musica, Madrid 1578 post.
Ancol que col partire (dal madrigale di Cipriano de Rore, 1547)
Quinto modo: atto alla modestia.
Giovanni de Macque (ca. 1549-1614), Ms. I-FN Magl. XIX 106 bis
Quinto tono, ricercare
Sesto modo: atto alle cose di chiesa.
Giovanni de Macque, Ms. I-FN Magl. XIX 106 bis
Sesto tono, ricercare
Settimo modo: atto alle cose lascive.
Peter Philips (1561-1628), Ms. Fitzwilliam Virginal Book
Bon Jour mõ Cueur di Orlando (dalla chanson di Orlando di Lasso, 1564)
Ottavo modo: atto alle parole soavi e dolci.
Antonio de Cabeçon, Obras de musica
Ungaybergeir (dalla chanson di Thomas Crecquillon, 1543-9)
Nono modo: atto alle parole severe e miste con l’allegrezza.
Andrea Gabrieli (ca. 1510 – 1585), Canzoni alla francese, Venezia 1605
Madrigale detto ‘Con lei foss’io’ (dal madrigale di Jacques du Pont, 1542)
Decimo modo: atto alle parole flebili, e minacciose.
Girolamo Frescobaldi (1583-1643), Il secondo libro di toccate, Roma 1627
‘Ancidetimi Pur’ d’Arcadelt passagiato (dal madrigale di Jacques Arcadelt, 1539)
Undecimo modo trasportato: atto alle parole danzevoli.
Giovanni de Macque, Ms. I-FN Magl. XIX 106 bis
Undecimo tono, ricercare
Duodecimo modo: atto al trionfo.
Jacob Paix (1556 – dopo il 1623), Ein schön, nutz und gebreuchlich Orgel Tabulaturbuch, 1583
Da bei rami (dal madrigale di Jacques Arcadelt, 1542)
Il programma di questo concerto si ispira ad uno dei temi più ampiamente discussi nei trattati di teoria musicale nel volgere del XVI secolo: «De i modi chiamati Tuoni», e li comprende tutti e dodici. Semplificando, un modo (o tono) può essere definito come una particolare successione di suoni diatonici compresi nell’ambito di un’ottava. Cambiando il punto di partenza della scala, cambia la disposizione interna di toni e semitoni, dunque la natura del modo stesso, e di conseguenza gli stati d’animo che possono essere indotti nell’ascoltatore.
La disposizione dei brani in programma segue l’ordinamento modale più diffuso tra i teorici, stabilito in base alla finalis, ovvero il suono conclusivo del pezzo (D la sol re per il primo e secondo modo; E la mi per il terzo e quarto; F fa ut per il quinto e sesto; G sol re ut per il settimo e ottavo; A la mi re per il nono e decimo; C sol fa ut per l’undecimo e il duodecimo).
Il titolo di ogni brano è preceduto dal numero d’ordine del modo in cui è composto e dalle parole che ne descrivono la natura, prese dalla Mostra delli Tuoni della Musica di Orazio Vecchi, uno dei numerosi trattati che — sia pure con qualche divergenza — illustrano l’argomento. A queste descrizioni corrisponde l’esecuzione del relativo breve esempio musicale, sempre di Orazio Vecchi, che ha lo scopo di predisporre l’animo all’ascolto del brano seguente.
In epoca rinascimentale era prassi molto diffusa scegliere i brani più amati del repertorio vocale e farne oggetto di numerosi arrangiamenti e versioni abbellite per strumento da tasto, liuto, vihuela o arpa. Queste trascrizioni, che consentono anche agli strumentisti di godere della musica, gettano luce sui gusti e sulle pratiche del tempo.
Per offrire un ampio panorama sui vari stili, la maggior parte delle composizioni in programma è di origine vocale: chanson o madrigali (di autori quali Josquin Despres, Cipriano de Rore, Orlando di Lasso, Jacques Arcadelt), successivamente rielaborati e ornati da musicisti di diversa provenienza geografica, con ‘fioretti’, diminuzioni o passaggi; a completamento si aggiungono tre ricercari di Giovanni de Macque, in stile osservato, tratti da una raccolta manoscritta di dodici ricercari nei dodici modi.
Poiché la natura di ciascun modo contribuisce a rendere l’espressività dei testi, il compositore rinascimentale deve considerare il contenuto emotivo delle parole da musicare, scegliere il modo (o tono) appropriato per esprimerlo, e rispettarlo con coerenza. Dice infatti Gioseffo Zarlino nel Cap. 32 della Quarta parte delle Istitutioni armoniche: «Et veramente douemo auertire a quello, che dice Horatio nella Epistola dell’Arte poetica quando dice; Versibus exponi Tragicis res Comica non vult: Percioche si come non è lecito tra i Poeti comporre vna Comedia con versi Tragici; cosi non sarà lecito al Musico di accompagnare queste due cose, cioè l’Harmonia, et le Parole insieme, fuori di proposito». Per apprezzare meglio queste affermazioni, si allegano i testi delle composizioni vocali (di autori come Francesco Petrarca, Alfonso d’Avalos, Pierre de Ronsard, o anonimi) da cui sono tratti i brani strumentali, preceduti dalle indicazioni di abbinamento al modo corrispondente, secondo Orazio Vecchi.
Primo Modo: atto alle parole allegre, miste con la gravità.
Il primo libro de madrigali a sei uoci: nouamente per Antonio Gardano con noua gionta ristampato di Alessandro Striggio, Antonio Gardano, Venezia 1565
Nasce la pena mia
Non potendo mirar mio viuo sole
E la mia vit’e ria
Qual hor lo miro perch’il guard’e tale
Che lasciarmi peggior che morte suole
Ahi vita trist’e frale
Che fia dunque di me che far mi deggio
S’io mir’ho male e s’io non mir’ho peggio.
Secondo Modo trasportato: atto alle parole funebri, et piene di pianto.
Sonetz de P. de Ronsard, mis en musique à 5. 6. et 7. parties, par M. Phil. De Monte, Adrian le Roy, & Robert Ballard, Paris 1575
Sortez mes pleurs hatez vous de descendre,
Dessus le feu qui me consume et ard,
Ou mon secours arriuera trop tard,
Que ce pendant je seray mis en cendre.
Terzo Modo: atto alli casi miserabili, dogliosi, et pieni di pianto.
Chansons musicales a quatre parties, Pierre Attaingnant, Paris 1533
Mille regretz de vous abandonner
Et d’eslonger vostre fache amoureuse,
Jay si grand dueil et paine douloureuse,
Quon me verra brief mes jours definer.
Quarto Modo: atto alle parole lagrimevoli, et piene di compassione.
Primo libro di madrigali a quatro voci di Perissone Cambio con alcuni di Cipriano Rore, Antonio Gardane, Venezia 1547.
Autore del testo: Alfonso d’Avalos (1502-1546)
Anchor che col partire
lo mi senta morire,
Partir vorrei ogn’hor, ogni momento,
Tant’è ‘l piacer ch’io sento
De la vita ch’acquisto nel ritorno.
E così mille mille volt’il giorno
Partir da voi vorrei,
Tanto son dolci gli ritorni miei.
Settimo Modo: atto alle parole lascive, et amorose.
Quatriesme livre des chansons a 4 et 5 parties, Pierre Phalèse, Louvain 1564
Autore del testo: Pierre de Ronsard (1524–1585)
Bon jour mon cœur, bon jour ma douce vie,
Bon jour mon œil, bon jour ma chere amie!
Hé! bon jour, ma toutte belle,
Ma mignardise, bon jour, mes delices, mon amour.
Mon doux printemps, ma douce fleur nouvelle,
Mon doux plaisir, ma douce colombelle,
Mon passereau, ma gente tourterelle,
Bon jour, ma douce rebelle.
Ottavo Modo: atto alle parole soavi et piene di dolcezza.
31 Chansons a quatre parties, Livre 1, Tielman Susato, Antwerp 1543
Ung gay bergier priait une bergiere
en luy faisant du jeu d’amours requeste.
Allez, dict elle, tirez vous arriere,
vostre parler je trouve deshonneste.
Ne pensez pas que feroye tel default,
par quoy, cessez faire telle priere,
car tu n’as pas la lance qui me fault.
Nono Modo: atto alle parole severe miste con l’allegrezza.
Il primo libro d’i madrigali a misura di breve, Antonio Gardano, Venezia 1542
Autore del testo: Francesco Petrarca - Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) XXII
Con lei foss’io da che si parte il sole,
et non ci vedess’altri che le stelle,
sol una nocte, et mai non fosse l’alba;
et non se transformasse in verde selva
per uscirmi di braccia, come il giorno
ch’Apollo la seguia qua giú per terra.
Ma io sarò sotterra in secca selva
e ‘l giorno andrà pien di minute stelle
prima ch’a sí dolce alba arrivi il sole.
Decimo Modo: atto alle parole flebili, et minacciose.
Il primo libro di madrigali d’Archadelt, Antonio Gardano, Venezia 1539
Ancidetemi pur grievi martiri
Che’l viver m’e sia noia
Che’l morir mi fia gioia
Ma lassat’ir gli estremi miei sospiri
A trovar quella ch’è cagion ch’io muoia
Et dir’a l’empia fera
Ch’onor non glie che per amar l’io pera.
Duodecimo Modo: atto alle parole vittoriose, et trionfanti.
Il primo libro d’i madrigali a misura di breve, Antonio Gardano, Venezia 1542
Autore del testo: Francesco Petrarca - Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) CXXVI
Da’ bei rami scendea
dolce nella memoria
una pioggia di fior’ sovra’l suo grembo;
ed ella si sedea
umile in tanta gloria,
coperta già de l’amoroso nembo.
Qual fior cadea sul lembo,
qual su le treccie bionde,
ch’oro forbito e perle
eran quel dì a vederle;
qual si posava in terra, e qual su l’onde;
qual con un vago errore
girando parea dir: qui regna Amore.
Vania Dal Maso ha insegnato Semiografia musicale e Teoria della musica rinascimentale al Conservatorio di Musica di Verona. Diplomata in Pianoforte, Clavicembalo, Musica corale e direzione di coro, dal 1998 è aggregata all’Accademia Filarmonica di Bologna come clavicembalista.
Attiva come musicista e come studiosa, si dedica particolarmente alla letteratura degli strumenti cordofoni a tastiera dei secoli XV-XVIII (clavisimbalum, claviciterio, clavicordo, clavicembalo), con concerti, conferenze e masterclass in Italia e all’estero; ha svolto programmi di docenza in Svezia, Danimarca e Germania nell’ambito del programma di mobilità docenti LLP/ERASMUS.
Partecipa regolarmente a convegni nazionali e internazionali in Europa presentando studi, ricerche ed interpretazioni basati sulle fonti originali e sulle pratiche esecutive degli strumenti da tasto dalle origini fino al secolo XVIII.
Autrice del volume Teoria e Pratica della Musica Italiana del Rinascimento (LIM, 2017), bene accolto dalla critica (Early Music Review, Il Giornale della Musica, Athena Musica), ha pubblicato Il secondo libro delli motetti di Bartolomeo Barbarino (SPES, 2007), Sonate per Clavicembalo di Autori veneziani (Armelin Musica, 2005) e vari saggi.
Ha registrato i CD Il clavicembalo a Venezia e Johann Adolf Hasse nella Serenissima con musiche inedite del Settecento. Di recente uscita è l’album Clavis et Chorda (Dynamic CDS8079), un’antologia di musica tardo medievale eseguita al clavicordo, al clavisimbalum a martelli, e al claviciterio recensito con grande favore dalle principali riviste di settore per l’approfondita ricerca musicologica, l’esecuzione fascinosa e la cantabilità.
Modalità di partecipazione
Ingresso libero, previa prenotazione, scrivendo a concerti@vivariumnovum.net (entro e non oltre le ore 16 di venerdì 15 maggio 2026).
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