Villa Lucidi
Storia
Il primo nucleo della villa fu costruito nel Seicento, con dimensioni ben più modeste dell’attuale, da Francesco Lucidi, che aveva affittato un piccolo terreno agricolo posto lungo la strada che congiunge Frascati con Monte Porzio Catone, in un territorio favorito sin dall’antichità dalla fertilità del suolo e dalla nutrita presenza di ville romane, sulle cui rovine, nel corso del XVI e XVII secolo, furono edificati nuovi fabbricati. I proprietari dei terreni della zona erano i potentissimi Borghese, già committenti di una grande villa nei pressi di Frascati (oggi Villa Borghese-Parisi), e fu ad essi che il villino Lucidi e le vigne annesse tornarono quando l’eccessivo tenore di vita ridusse in miseria sia Francesco Lucidi che il figlio Giovanni Prospero, che si spense intorno al 1700.
Il piccolo caseggiato, ormai fatiscente, rimase in disuso fino a quando nel 1754 fu ceduto da Camillo Borghese per la modesta cifra di 700 scudi, unitamente a un piccolo appezzamento di “tre scorzi” (circa 35.000 mq), al Collegio Clementino. Tale ente era stato fondato nel 1595 da Clemente VIII ed affidato ai padri Somaschi, per la formazione di giovani promettenti e nobili romani, che in estate lasciavano la loro prestigiosa sede nell’Urbe per recarsi in villeggiatura presso i colli Albani.
Negli anni successivi all’acquisto dovettero avvenire dei lavori di ripristino per opera dell’architetto
Giuseppe di Filippo Scaturzi (ca. 1731-1794) e nel 1765 il collegio cominciò ad utilizzare l’edificio, ampliato e ristrutturato, nonché i frutteti e uliveti circostanti che pure erano stati acquistati.
Posta su un “poggio ameno e delizioso”, la grande villa dei Padri era “di un disegno bellissimo, commoda per il vago Oratorio, Salone, Camere, Refettorio ed altre officine che l’adornano”, come si legge nel “Diario ordinario” dei Chracas del primo ottobre 1768.
Nel 1873, con la soppressione degli enti religiosi, anche i beni del Collegio furono incamerati dallo Stato Italiano che lo fece rinascere con la nuova denominazione di Convitto Nazionale nel 1891 restituendogli anche la villa Lucidi dove i convittori potevano trascorrere le vacanze estive tra lo studio e le attività ricreative. Durante il secondo conflitto mondiale, la villa fu adibita ad ospedale militare, per poi essere affidata, nel dopoguerra, al Ministero della pubblica istruzione che lo ampliò aggiungendovi un nuovo corpo di fabbrica, e lo utilizzò fino al 2012 come Centro di formazione degli insegnanti, in collegamento operativo proprio con la Villa Falconieri nella quale aveva sede prima il Centro Europeo dell’Educazione (CEDE), e poi l’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell’Istruzione (INValSI).
Attività
Nel 2023 la Villa è stata affidata all’Accademia Vivarium novum che, dopo un decennale periodo di abbandono e degrado, l’ha restaurata insediandovi il Centro di studi sul Classicismo, il Centro di Studi per la Storia antica, il progetto Poikile per la rinascita delle Arti visive e dell’Architettura, biblioteche e parte dei propri ingenti fondi librari, oltre ad aule didattiche e un’aula magna che ospiterà convegni internazionali di studi, nell’ambito del Campus mondiale dell’umanesimo che si va formando nel territorio tuscolano sotto la guida del Vivarium novum.
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