Presentazione della pellicola “Katabasis - Descensus ad inferos”

Sabato 22 maggio, per festeggiare la riapertura della Villa Falconieri, si presenterà per la prima volta al pubblico la pellicola “Katabasis - Descensus ad inferos”, prodotta dall'Accademia Vivarium novum con la regia di Davide Rinaldi, su un progetto di Gerardo Gúzman Ramírez e Paola Sarcina. La pellicola mette in scena alcuni episodi della discesa agli inferi d'Ulisse, Enea e Dante riprendendo i versi originali d'Omero, Virgilio e Dante.

La proiezione avrà luogo all'esterno dalle 20:30(*); partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria, da effettuare scrivendo a convegni@vivariumnovum.net.

(*) Ricordiamo a tutti che, dal 19 maggio, il coprifuoco è stato spostato alle ore 23.

Scendere sotterra: lì si trova un mondo spaventoso e tremendo da un lato; ma dall’altro è lì che risiede un arcano, una segreta sapienza, un mistero che, svelato, conduce a conoscere “la meta ultima della vita e il principio dato da Zeus”. Nelle viscere della tellus mater, della madre terra, c’è l’orrido, il tremendo; ma c’è anche il principio della luce e un ricco tesoro, Pluto o Dite. Lì le anime, che vedono ormai quel che fu, quel che è e quel che sarà, possono pronunziare, invocate, responsi oracolari sulle nostre esistenze. Lì si può trovare l’origine del fiume, che sgorga dal lago di Mnemosyne, della Memoria.

Ulisse, Enea, Dante e molti altri devono scender di qui in loco eterno, dove la seconda morte ciascun grida, per poter compiere la loro missione, riconquistare il loro regno invaso da usurpatori, dare origine a un popolo e a una città che guiderà il mondo, trasumanare nella dimensione che solo Amore e Luce ha per confine. Hanno bisogno d’attirare le anime con un sangue caldo e vitale, o di superare gli ostacoli dell’entrata grazie a un ramo d’oro, o dell’intervento di donne benedette e di messi celesti: molti hanno anche la necessità d’una guida di sapienza e virtù. Perché

facile è la discesa all'Averno:
giorno e notte è aperta la porta del nero Dite;
ma questa è l'impresa, questa la fatica: riportare su
il passo e ritornare alle superne sedi. Pochi, che il giusto Giove
predilesse o che l'ardente valore portò al cielo,
generati da dei, poteron questo.

E i più, scendendo nell’Ade, entrando nella città dolente, andando nell’eterno dolore, devono irrimediabilmente lasciare ogni speranza. Ma l’eroe vince la morte, e risale per le praterie e i sacri boschi di Persefone alle sponde della luce…

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