Amori e vite di donne
Monicelle, malmaritate e vedovelle nel XVI sec.
Patrizia Bovi, canto
Evangelina Mascardi, viola da mano
Accademia Vivarium novum
Villa Falconieri, viale F. Borromini 5 - Frascati

Nel Medioevo, periodo della storia europea che si estende dal V al XV secolo, le donne ricoprirono ruoli sociali molteplici e complessi. Potevano essere mogli, madri, contadine, artigiane, monache o vedove, e la loro presenza attraversava tutti gli ambiti della società medievale. Le testimonianze giunte fino a noi, anche attraverso la musica conservata nei codici manoscritti, raccontano non solo momenti di vita quotidiana ma anche stati d’animo, tensioni interiori e condizioni spesso difficili, segnate dai limiti imposti da una società fortemente patriarcale.
Nonostante queste restrizioni, alcune figure femminili riuscirono a occupare posizioni di grande rilievo. Le badesse, ad esempio, dirigevano importanti comunità monastiche e amministravano patrimoni e territori. Allo stesso modo, alcune donne appartenenti all’aristocrazia esercitarono un’influenza significativa nella vita politica e culturale del loro tempo. Figure come Eleonora d’Aragona, Isabella d’Este o Lucrezia Borgia dimostrano come, pur all’interno di un sistema dominato dagli uomini, alcune donne riuscirono a esercitare un ruolo attivo nelle decisioni e negli equilibri dei piccoli stati italiani ed europei.
La vita quotidiana delle donne medievali, anche nelle classi sociali più elevate, era tuttavia profondamente segnata dalle fasi biologiche dell’esistenza: il matrimonio, la maternità e la gestione della famiglia costituivano elementi centrali della loro identità sociale. Nel corso dei secoli il concetto stesso di “donna” cambiò, influenzato da fattori religiosi, culturali e sociali che contribuirono a definire e spesso a limitare il loro ruolo nella società.
Un peso determinante nella costruzione dell’immagine femminile fu esercitato dalla Chiesa. Nella tradizione teologica medievale, spesso influenzata dalle interpretazioni delle lettere di San Paolo, la donna veniva talvolta rappresentata come un essere più fragile e moralmente incline al peccato, un’immagine che trovava fondamento simbolico nel racconto biblico di Eva e del peccato originale. Nei testi della Genesi compaiono due diversi racconti della creazione: nel primo Dio crea l’essere umano “maschio e femmina”, in un mondo armonioso in cui non esistono ancora il peccato e la morte; nel secondo racconto invece compare il divieto di mangiare dall’albero della conoscenza del bene e del male, e il serpente si rivolge alla donna, considerata l’elemento più vulnerabile. Questo episodio contribuì a consolidare nella cultura medievale l’idea di una particolare responsabilità femminile nella caduta dell’umanità.
All’interno della spiritualità cristiana medievale esisteva tuttavia anche una figura femminile ideale: la Vergine Maria. La sua immagine rappresentava il modello di purezza e perfezione, ma proprio per le sue caratteristiche straordinarie — vergine prima, durante e dopo il parto e assunta in cielo con il corpo — risultava difficilmente imitabile per le donne comuni.
Anche nelle famiglie aristocratiche la condizione femminile era spesso segnata da forti limitazioni. Le donne venivano frequentemente utilizzate come strumenti per consolidare alleanze politiche e familiari, attraverso matrimoni combinati che raramente lasciavano spazio alla scelta personale.
In questo contesto, il monastero poteva rappresentare per alcune donne un’alternativa relativamente positiva. La vita monastica offriva infatti la possibilità di studiare, scrivere e dedicarsi alla cultura, oltre a garantire una certa autonomia e una maggiore sicurezza rispetto alla vita familiare. Non affrontando i rischi legati alla gravidanza e al parto, le monache avevano spesso anche un’aspettativa di vita più lunga.
Nascere donna nel Medioevo non era dunque una condizione semplice, e in molti casi la situazione poteva diventare ancora più complessa nelle classi sociali più elevate, dove le donne erano spesso coinvolte nei giochi di potere e nelle strategie dinastiche. Eppure, nonostante questi limiti, le donne seppero lasciare tracce importanti nella cultura del loro tempo, anche attraverso la musica, che ancora oggi ci permette di intravedere frammenti delle loro esperienze, delle loro emozioni e della loro voce.
Programma
Madre mia dammi marito
Mamma mia marideme
tradizionale Reggio Emilia
In Toledo una donzella
C. Bottegari - Libro di canto e liuto
Nu me puso mi madre
tradizionale canto di nozze sefardita
Che fai tu figlia bella
C. Bottegari - Libro di canto e liuto
Fantasia
strumentale
La vedova
Mare maje scura maje
tradizionale – Abruzzo
Trista sorte è la mia sorte
C. Bottegari - Libro di canto e liuto
Liuto solo
Un giorno mi trovo una vedovella
A. Willaert
E la morte de marito
P. Cambio
La Malmaritata
Je ne l’oserai dire
anonimo Manoscritto di Bayeux XVI sec.
La Bella Malmaridada
Luis de Narvaez
Poi che volse
Bossinensis libro I strumentale
Poi chè volse la mia stella
B. Tromboncino O.Petrucci, Frottole Libro
La la la je ne l’ose dire
Pierre Certon
Monicelle
Madre non mi far monica
anonimo -XVI sec
La Monaca
strumentale
Monicella mi farei
C. Bottegari -Libro di canto e liuto
Deh chi me sa dir novella
Michele Pesenti (A. Antico)
Donne senza volto
Con que la lavarè
anonimo Cancionero Uppsala Venezia 1556
Amor con fortuna
anonimo Cancionero musical de Palacio villancico
Tres morillas
anonimo Cancionero musical de Palacio villancico
E me levai una bella mattina
Filippo Azzaiolo villotta
Modalità di partecipazione
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria scrivendo a concerti@vivariumnovum.net (entro, e non oltre, le ore 16 di venerdì 13 marzo 2026).
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